Anni ’70 “Dischi fatti in casa”
Negli anni ’70, con l’avvento di nuove tecnologie elettroniche, si registrò in Italia e nel mondo un fenomeno musicale che riscosse in breve tempo una forte attrattiva da parte dei giovani, frequentatori di discoteche. Da qui il termine “disco music” o più semplicemente musica disco. Il fenomeno è da attribuire al fatto, che i giovani, desiderosi di movimentare le serate in modo più frenetico, adottarono questo genere musicale, non tanto per ascoltare, quanto per ballare, ovviamente in discoteca. La musica melodica e soporifera del ballo della mattonella aveva fatto il suo tempo; ora non si sussurrava più all’orecchio della partner: “sei bellissima, mi piaci da morire, per te darei 10 anni della mia vita (bugia colossale)”. In discoteca si socializzava e ci si divertiva col “movimento verticale”, ballando con tutti contemporaneamente. Dimenticati anche i “movimenti del 69” di protesta politica e tutto quello che impegnava la mente.
Questi nuovi suoni provenienti dalla fecondazione del funk, partoriti dal R & B e svezzati con macchine elettroniche infernali spopolarono negli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’80; il tutto legato ai ben noti locali americani, come lo Studio 54 (che diede il titolo a molti LP di Disco Music di quel periodo). La musica “disco” ridimensionò il successo dei cantanti e dei complessi italiani, che fino a quel momento avevano occupato stabilmente le hit parade discografiche nazionali, registrando inoltre, lo scioglimento di diverse band, come pure di molti artisti che dovettero adattarsi, cambiando rotta e nome, camuffandosi persino sotto mentite spoglie di D.J. stranieri. Importante era produrre dischi commerciali, in quanto le televisioni passavano filmati di bellissime “top model” che apparivano come cantanti protagoniste, ma che in effetti erano delle “sexy simbol”, che si esibivano in play back. I dischi prodotti, venduti in quantità incalcolabile, collezionisticamente parlando, valevano poco allora e molto meno oggi; prova ne è il fatto che alle manifestazioni riservate ai collezionisti di vinile sono poco ricercati, anzi son più quelli che intendono cederli (ex D.J.), che quelli interessati all’acquisto. Tuttavia non voglio affermare, ne confermare l’inesistenza di appassionati di tale musica, che mi accingo a descrivere in una virtuale compilation, dedicata agli anni ’70, includendo diversi pezzi dell’inizio anni ’80.
- Scrittore e Blogger
