Binario “Claudio Villa”

Andrea Giordano, Aldo Santopaolo, Giuseppe Guariniello e Antonio De Caro accompagnano un amico militare alla stazioneBinario, triste e solitario, con te portasti via, col treno dell’amore, la giovinezza mia, odo ancora lo stridere del freno, ora vedo allontanarsi il treno, con lei che se ne va; binario, fredde parallele della vita, per me è finita… eloquente al massimo questa bella ma triste canzone, cavallo di battaglia del “Reuccio” della melodia italiana Claudio Villa; infatti nel paragonare i tempi moderni a quelli degli anni ’50 ci accorgiamo che è cambiato non solo la modalità di questo mezzo di trasporto, ma il sentimento, l’umore, l’emotività. Recarsi alla stazione con gli amici, che per causa di forza maggiore dovevi lasciare, incuteva nell’animo un senso di torpore che ti strozzava il cuore, dovevi trattenere quell’emozione che difficilmente frenava il pianto; oggi tutto questo non esiste per niente; la ferrovia è l’inizio dello stress giornaliero, per il lavoro, per i ritardi, per i pericoli che la vita moderna ti offre giornaliermente; chi vuoi che ti accompagni alla stazione? nessuno! e se qualcuno lo fa tira un sospiro di sollievo non appena il treno si allontana, sussurrando…” meno male che se ne è andato”.