Carletto scrive la letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, come ti avevo promesso, mi sono comportato discretamente bene; ho pagato l’IMU, la Tarsu, la Gori etc. con non pochi sacrifici; ho selezionato quasi perfettamente tutti i rifiuti ed ora credo di poterti fare alcune richieste, non tanto per me, ma piuttosto per i miei nipotini, che inconsapevoli delle problematiche giornaliere, si chiedono come mai nonno è sempre amareggiato?. Desidererei tanto offrire loro alcuni piccoli doni, poco costosi e facilmente reperibili. So per certo che ricevi tante letterine, alle quali non puoi dare solvibilità per i numerosissimi impegni a cui sei sottoposto, dovresti perciò farti aiutare da qualche efficiente collaboratore. Qui di seguito le mie richieste:
Ripulire il parco del boschetto da quelle pericolosissime siringhe infette.
Sistemazione della strada di via Giulio Cesare che dissestata, quando piove, concede docce gratuite a tutti i passanti a cura di automobilisti ignari.
Invitare i writers professionisti a dare una piccola tinteggiata alla lapide del monumento, al momento illegibile, visto che già sono in possesso di pennarelli neri.
Sturare, pulire, svuotare…”spilare” i tombini di via Padre Modesto Russo, che trovandosi in una strada in discesa, con divieto di transito (facoltativo), alle prime copiose piogge produrranno allagamenti agli abitanti e negozi circostanti.
Riparazione di lastricato e sbarra (smantellata) che dava accesso ad un parcheggio strettamente “privato”. Ora lo stabile in P.za XX settembre (ex Matisse), lo andranno ad occupare i vigili (polizia locale)…e che figura ci facciamo, se vedono tutto questo?
Immondizia di vario genere, non selezionata, ai bordi della Solofrana.
Apprezzatissimi restauri delle palle di ferro sui paletti di Piazza XX settembre.
Caro Babbo Natale l’elenco è lunghissimo e non desidero approfittare della tua infinita bontà, cerca se puoi di accontentarmi almeno per questi “futili” regali; altrimenti al prossimo Natale sarò costretto, mio malgrado, a rinnovarti l’invito di salire sulla cima del nostro storico castello e sussurrarti: BUTTATI CHE E’ MORBIDO.
- Scrittore e Blogger
