“Cianfrusaglie” discografiche.

Viene definita “cianfrusaglia” una cosa inutile, di nessun valore. Per chi colleziona dischi in vinile, quello che vi sottoporrò può essere definito “cianfrusaglia” discografica; ripeto “per chi colleziona dischi in vinile”.
All’apparenza i titoli sono interessanti e molto ricercati, solo che nascondono un piccolo evitabile equivoco; questi dischi sono delle ristampe allegati al periodico “Peace & love”, quindi di scarsissimo valore collezionistico.
Questi prodotti “cianfrusaglie”, il più delle volte vengono venduti alle fiere e mostre del disco a prezzi che si aggirano intorno ai 5 € in condizioni “usati”, fino a 10 € “nuovi”.
Alla mostra del disco del 6 gennaio di Salerno, partecipando come “espositore-amico”, avevo portato moltissime “cianfrusaglie in vinile”, 45 giri nuovi mai suonati: Storia di O di Andrè Carr, Umanità cantato da “La Bottega delle verità”, diversi 45 giri della storica Vis Radio etc., tutto materiale ORIGINALE d’epoca.
Adesivi e spillette (confezioni da 6) “originali d’epoca”; calendari da collezione di cantanti e complessi famosi; felpe con cappuccio di cantanti, in poche parole “fondi di magazzino”; tutto venduto (il 90 % agli espositori presenti) al prezzo di 1 €, in meno di 3 ore.

Concludendo, le cosiddette “cianfrusaglie” andrebbero vendute al giusto prezzo di “cianfrusaglie”, rispettando chi le vende al loro giusto prezzo e diffidando degli speculatori, cosiddetti “mercanti in Fiera”.
Il sottoscritto non essendo un venditore-espositore professionale, su consiglio di alcuni “rispettabili” competenti, non aderirà MAI più ad una manifestazione di dischi in vinile da collezione in qualità di espositore.
- Scrittore e Blogger
