Da “Don Miko” a “Miko Mission”

Don Miko, al secolo Pier Michele Bozzetti, iniziò a cantare giovanissimo partecipando al concorso “Ribalta per Sanremo” al Lido di Venezia dove si aggiudicò il primo posto. Scritturato dall’ Ariston esordì incidendo il primo 45 giri “Non hai più niente per me”. Nel 1965 partecipò al Festival di Sanremo con il brano “ E poi verrà l’autunno” di Antonio Amurri/Aristide Bascerano in coppia con la cantante Timi Yuro, vero nome Rosemarie Timotea Aurro. Una breve parentesi riguardante quest’artista, da tutti creduta di origini giapponesi… tutt’altro; infatti, nata a Chicago, ma di origini italiane, figlia di emigrati molisani, esattamente di Rocchetta al Volturno (Campobasso), era nota in Italia per il brano “Hurt” (1961/62), inciso per la RiFi record in Italia da Fausto Leali (1967) col titolo “A chi”. “E poi verrà l’autunno” lo incise più tardi anche Mina, che il 7 dicembre 1968 divenne la sigla di apertura di Canzonissima. Don Miko passò inosservato a Sanremo, fu poco apprezzato ed eliminato. L’eliminazione da Sanremo non precluse la presenza di Don Miko in diverse trasmissioni televisive; ottenne infatti un alto gradimento nella trasmissione “Settevoci”, condotta da Pippo Baudo, aggiudicandosi diverse puntate.

Don Miko proprio in quell’anno cambiò Casa discografica, passando dall’ Ariston di Carlo Alberto Rossi alla Vedette del maestro Armando Sascia. Alla Vedette Don Miko collaborò con grandi autori come Luciano Beretta, che tanto aveva dato, artisticamente parlando, ad Adriano Celentano (Il ragazzo della via Gluck) ed insieme composero ed incisero “Le tue favole”, risultato un discreto successo. In quel periodo la Vedette aveva sotto contratto I Pooh, e Don Miko collaborando con Valerio Negrini, realizzò il successo “Cede il mondo”, col quale ritornò sulla ribalta di “Settevoci” ottenendo soddisfacenti consensi di pubblico. Nel 1976 si ripresentò al Festival di Sanremo (vinto da Peppino Di Capri col brano “Non lo faccio più”) ottenendo l’accesso alla finale con “Signora tu” (16° posto) di Pier Michele Bozzetti (Miko) e Graziano Pegoraro. Alla fine degli anni ’70 si verificò uno scarso interesse per i vari cantautori italiani a favore della musica da discoteca, che all’inizio degli anni ’80 colmò l’intera classifica dei dischi più venduti in Italia e all’estero. Don Miko si adattò facilmente a queste nuove esigenze musicali, trovando terreno fertile grazie all’incontro con i fratelli Albertelli, fondatori dell’etichetta discografica Real Music, specializzata nella produzione, emissione e distribuzione di mix da discoteca. Miko cambiò genere e nome d’arte, diventando Miko Mission. Suoi i grandi successi della musica “dance”: How old are you, I can fly, I like the woman’s heart, Mr Blue, Strep tease, The world is you, Toc toc toc, Two for love etc., venduti in tutta Europa in milioni di copie. Miko Mission continua attualmente la sua professione, riscuotendo straordinari consensi da un pubblico giovanile.