Dischi in vinile e “non solo musica leggera”

Quando si parla di dischi in vinile è sottinteso che parliamo di musica, ma non è stato sempre così; infatti tra la metà e la fine degli anni ’60 furono pubblicati tantissimi dischi a 33 e 45 giri che trattavano ben altro; qui di seguito alcuni esempi di vinili ricercatissimi e difficili da reperire. Il primo è un documento storico per la nostra Città di Mercato S. Severino, che già nel 1985/86, faceva parte di associazioni che avevano lo scopo di “Raccogliere Fondi per Ricerca sul Cancro”. Questo disco prodotto dalle associazioni “LEO”, cioè Leadership Experience Opportunity, oggi Lions Club, allora Lions International, aveva per titolo “Il cancro? Non solo un segno zodiacale”, conteneva 2 brani eseguiti da un fantomatico gruppo “Plico e i Leo”; Uno dei 2 pezzi, intitolato “Fino in fondo” composto da A.Petrucciano e F. Di Lena, trattava la possibilità futura di sconfiggere questo brutto male, che a me ha portato via una sorella ed un fratello. Il secondo disco tratta “La bellezza femminile”, a cura della Dott.sa Elena Melik, esperta in materia, che consiglia alle belle donne, come rimanere giovani e attraenti nel tempo. La terza serie di dischi riguarda i Santuari, che portarono nelle casse delle piccole case discografiche tanti soldini; la King di Aurelio Fierro ne produsse tanti da colmare l’intero fabbisogno campano; da S.Gerardo Maiella a Maria S.S. di Montevergine, dalla Vergine del Rosario di Pompei alla Madonna di Loreto. Le etichette Lucane e del “Basso Adriatico” pubblicarono interi cataloghi di dischi dedicati ai santi e persino ai Papi. Insomma è brutto a dirsi, ma per produrre dischi di attualità si aspettava la disgrazia o il fatto di cronaca nera. Lo stesso Alighiero Noschese, il più grande imitatore italiano di tutti i tempi si servì, su richiesta di un settimanale, del vinile per pubblicizzare le proprie performance, cosa che fece Gianni Nazzaro (Buddy) e Colette (Anna D’Avanzo) nel periodo, incidendo canzoni famose, imitando gli esecutori originali.