Figli di Ciro “Rare incisioni a 78 giri”
60 anni fa fui punito dai miei genitori con l’eliminazione di un grammofono dalla mia stanzetta, ritenendolo causa di totale distrazione dagli studi, un pò come si verifica oggi con la “Nintendo”, che attrae i ragazzini al punto tale da distoglierli dalle attività scolastiche. Quelle canzoni, registrate con strumentazioni d’epoca, a volte incomprensibili, mi affascinavano al punto da mantenere ancora oggi intatto il piacere di riascoltarle. Questa non deve sembrare una rivalsa per quell’impedimento a fin di bene, ma il desiderio di riportarle alla ribalta “culturale” degli appassionati e collezionisti. I “Figli di Ciro” erano posteggiatori napoletani, che dall’inizio del primo ‘900 incisero su 78 giri più di 100 melodie, oggi introvabili. Alcuni dischi furono stampati dalla “Deutsche Grammophon – AK Fluggesellschaft (Berlin); uno in particolare “Mamma mia, che vò sapè” di Emanuele Nutile, canzone partecipante alla Piedigrotta del 1909, etichetta Concert Record “Gramophone” 78 RPM V.92445, Ediz. Izzo, nella facciata B “Dint’ ‘a varca” di Giovanni Capurro (coautore con Di Capua del successo mondiale “O sole mio”), musica di Francesco Bongiovanni. Un altro 78 giri del 1910, facciata A: X-92323 ” ‘O cefaro” e Facciata B: X-92324 “A Piazza Serra” fu inciso su etichetta “Disco Zonophon Company di Milano”, disco Zonofono N.di catalogo 10964. Qui di seguito troverete assemblate 30 canzoni in due “virtuali” CD e un ulteriore elenco di canzoni con descrizioni di musicisti e note biografiche. Come sempre chiedo ai collezionisti di collaborare, comunicandomi i brani mancanti, in modo da integrare la discografia de I “Figli di Ciro”, da non confondere con “I 5 Ciro’s”, gruppo che ebbe un discreto successo negli anni ’60.
Questo l’elenco delle altre canzoni incise dai “Figli di Ciro”: Suonn ‘e fantasia (Genise-Capolongo); ‘O core ‘e Catarina (Galdieri-Capolongo); T’arracumanno (Ricciardi); Napule Nà (Aniello Califano-Paul Longone), pubblicata nel 1908 dalla The Grammophone Company di Milano; Maria Bella (E.Nutile, autore di Amor di Pastorello); ‘A Napulitana (Rodolfo Falvo, autore di Dicitencello vuje); ‘O cefaro; ‘O sciampagnone (Francesco Buongiovanni coautore con Libero Bovio di “Lacreme napulitane”); Così com’è, scritta nel 1907 (Capurro-Buongiovanni, autori del brano Totonno ‘e Quagliarella del 1919); Marenarella (Buongiovanni-Nutile); ‘Na palummella janca (Emanuele Nutile-Eduardo Nicolardi); Quanno ‘a femmena vò filà (R.Falvo); Serenata a Luisella del 1906 (Milano-Fonzo); ‘O silenzio a buordo (Scala-Capolongo); ‘A speranza d’ ‘o surdato (Fonzo); I’ po si vo’ ddico (Valente); Villanova (Fonzo); ‘E femmene ‘e Napule (Buongiovanni); Nun saccio spiegà del 1904 (Giovanni Capurro); ‘A gelusia (R.Ferraro-Correra-E.Nutile); Ammore che gira (G.Capurro-G.F.Buongiovanni); Teniteme presente (Vincenzo Di Chiara-Antonio Barbieri); Tu nun me vuò cchiu bene del 1913 (Di Giacomo-Falvo); Uocchie c’arraggiunate (Rodolfo Falvo-Alfredo Falconi-Fieni); ‘A canzone ‘e Marechiare (De Gregorio); Manella mia del 1907 (Ferdinando Russo-V.Valente);Tarantelluccia (Rodolfo Falvo-Ernesto Murolo); ‘O sfizio (Vincenzo Ricciardi) fu incisa nei primi mesi del 1907 su dischi 78 giri Zonophone inglese (X 92228) e su etichetta Victor 98485; ‘A scurita sempre del 1907, come pure Cicirenella e Aprite la finestra (su alcuni 78 giri riportata col titolo Aprite la fenestra) di G.Cimino, autore del brano Amor ti chiedo (Your love I implore, dear), incisa nel maggio del 1922 dal baritono Raul S. Bonanno.
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