Gemelli diversi 7.
Iniziamo ad elencare questa settima accoppiata di canzoni cover con una canzone eseguita magistralmente da Dean Martin & “The Voice” Frank Sinatra dal titolo “Everybody loves somebody” che diventa in italiano “Per ognuno c’è qualcuno” e ad interpretarla è nientepopodimeno che Claudio Lippi, divenuto in seguito un simpatico e divertente conduttore televisivo.
“Per ognuno c’è qualcuno”… che sostiene: Lippi faceva ridere anche quando cantava. Lili Marlene o Lili Marleen è la canzone simbolo della bionda Marlene Dietrich, che la consacra anche cantante; la interpreta quasi sempre in inglese e difficilmente la si trova cantata in tedesco. In Italiano la prima ad interpretarla fu Lina Termini nel 1943, seguita dalla versione di Milly. La prima versione in assoluto fu incisa da Lale Anderson che non voleva inciderla ma la propaganda nazista la obbligò a farlo; Lale si convinse ma non furono vendute più di 700 copie. La canzone fu molto diffusa dalla radio tedesca e fu così che Marlene Dietrich ne fece l’inno dei soldati di fanteria della seconda guerra mondiale. “One way ticket” è un’allegra canzone di Neil Sedaka che segnaliamo nella duplice incisione cover degli Eruption in inglese e dei Tirelli (RCA) in italiano col titolo “Folle corsa verso il blu”.
Bob Azzam di origini Libanesi approda in Francia all’inizio degli anni ’50 facendosi subito notare per lo stile arabeggiante delle sue canzoni, tantè che anche in Italia trova il suo spazio per cover italiane dello stile Carosone, Marino Marini, Franco e i G5, Mario Mari e F.lli etc. lanciando questa canzone “C’est écrit dans le ciel” subito incisa dallo stesso Marino Marini e da Riccardo Del Turco col titolo “Era scritto nel cielo”. Bob Azzam venuto a mancare al mondo delle 7 note il 27 Aprile 2004 all’età di 79 anni ha lasciato tantissime altre perle pubblicate in un doppio album.
Nel 1974 Claude Francoise pubblica “Le téléphone pleure” una canzone duettata con un bambino lasciando perplessi e dubbiosi sul successo i produttori discografici; ebbene con questa canzone Claude Francois abbatte tutti i suoi record precedenti di vendite arrivando alla impensabile cifra di 2 milioni e 800 mila 45 giri venduti; in Italia é Domenico Modugno nel 1975 ad inciderla col titolo “Piange il telefono” e per la parte giovanile accetta la collaborazione dell’allora bambina prodigio Francesca Guadagno, che già era inserita nel mondo dell’arte come doppiatrice; il disco ebbe tanto successo che ne fecero anche un film con la ovvia partecipazione di Francesca, che da quel momento diventa anche attrice.
Come è possibile che la RCA pubblica una raccolta di canzoni di Elvis e lascia fuori “Love letters”… un capolavoro musicale, un’opera d’arte sia per l’interpretazione di Presley che per il sottofondo del piano fusi in un’unica armonia. A guastare il tutto ci pensano i Renegades, già il nome dice tutto, con la versione italiana “Lettere d’amore”.
Adriano Celentano che già aveva inciso la cover dei Platters “Sixteen tons” col titolo “Miseria nera” la ripropone con un nuovo testo ed un nuovo titolo “L’ascensore”, ma anche per questo brano nulla si può di fronte alla voce baritonale di David Lynch…inimitabile. Antoine e Riccardo Del Turco presentano al Sanremo del 1969 “Cosa hai messo nel caffè”, canzone finalista ma senza successo; la incide Ricky Gianco con minor risultato dei precedenti e con più merito artistico Engelbert Humperdinck, dandole un titolo più breve “Café”. Guaglione, classico della canzone napoletana, diventa “Bambino” per Dalida e le versioni partenopee, centinaia; l’ultima è quella di Monica Sarnelli.
“Lacrime e pioggia” è la traduzione italiana di “Rain and tears” degli Aphrodites Child (Demis Roussos) interpretata anche da I Quelli, che (Dante) Gian Pieretti volle alla Ricordi e farsi accompagnare al Cantagiro. I quelli si formarono nel 1964 come Black Devils: alla batteria Franz Di Cioccio, Chitarre e voce Franco Mussida e Alberto Radius, per un breve periodo (Nino) Teo Teocoli voce solista in “Una bambolina che fa no no no” poi passato nel 1968 al Clan Celentano ed infine Tony Gesualdi al basso. Il gruppo subì molte variazioni, va ricordato che con Pieretti erano I Grifoni.
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