Grazie, prego, scusi…tornerò?

Non si usa più: buongiorno, buonasera, permette, posso, le spiace, per favore, si figuri, non c’è di che; l’unica espressione di garbata cortesia che circola attualmente è “Mi consenta”.
Squilla il telefono di casa, alzi la cornetta e una voce gentile e accattivante ti sussurra: – Buongiorno, sono Jessica, posso parlare col Sig. Casale?…e la certezza è, che trattasi di una delle infinite ragazze dei Call Center che cerca disperatamente di farti “cambiare” il gestore telefonico o la compagnia dell’energia elettrica; alla fine apprezzi molto i modi gentili ed educati con i quali si pone, ma “cambi” solo l’umore; infatti queste telefonate arrivano quando sei a pranzo, esattamente alla prima “forchettata”, appena ti sei denudato per rilassarti sotto la doccia, o appena ti siedi sul water.
Difficilmente allo squillo del telefono c’è qualcuno che educatamente ti dice: – Buongiorno! Sono Tizio, posso parlare gentilmente col Sig. Caio … impossibile pretesa e moderna utopia.
Il più delle volte la comunicazione inizia con – Ce stà Pascale ?, passammelle ca c’aggia ricere ‘na cosa. Noi di vecchio stampo, indispettiti chiudiamo bruscamente la comunicazione, al che (a questo punto), trilla il telefono e la stessa voce ti dice: – è caruta a linea ???…me passe a Pascale; tu di rigetto, maleducatamente, a par suo, gli chiudi il telefono in faccia, con tua moglie che puntualmente ti riprende: – ma sei pazzo???, perché gli hai chiuso il telefono in faccia ? volevano Pasquale, – beh e allora? Potevi rispondere che avevano sbagliato numero… ma alla Totò (incavolatissimo) rispondo: – e che me frega a me, che so Pasquale io???.
Piero Focaccia al Cantagiro del 1970 lanciava il brano “Permette signora”, oggi impazza sul web il brano di Enzo Romano “Ramm ‘o can”, che racconta di un amore finito, e l’abbandonato si cura esclusivamente della restituzione del suo cane.
E’ cambiato anche il sentimento nelle canzoni classiche napoletane, siamo passati infatti, da “E stelle e Napule” cantata da Maria Paris, al successo (circa 70.000 visite) degli Incappucciati “ ’O cess ‘e Napule “.
Oggi, a parte la crisi inarrestabile, si fa di tutto per rendere la vita catastrofica, basta dare un’occhiata ai titoli delle canzoni presentate all’ultimo Festival di Sanremo: “La prima volta (che sono morto)” cantata da Simone Cristicchi; “Se si potesse non morire” interpretata da I Modà; Daniele Silvestri ha cantato “A bocca chiusa”; “E’ colpa mia” Maria Nazionale; “Dannati forever” interpretata da Elio e le Storie Tese.
Tutt’altra cosa i testi delle canzoni di una volta, o verosimilmente quelle che si rifacevano al genere d’altri tempi, come ad esempio “Fa la cortesia” di Renzo Arbore, interpretata dal maestrino Leo di Sanfelice che così recita: – fa la cortesia, vieni a casa mia, non aver timor di me, la t’aspetteranno
baci e fiori profumati… tratta dall’album “Tonite”. Continuando: “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi, “Amore scusami” se ho sbagliato amore scusami di John Foster, “Come stai?” di Domenico Modugno, “Ciao cara come stai?” di Iva Zanicchi e così via. Il mondo sta cambiando, non so se in meglio o in peggio, ma una cosa è certa: toglierci i “GRILLI” che ci passano per la testa, sarà difficile; però queste nuove generazioni ci faranno vedere le “STELLE”.
- Scrittore e Blogger
