Il dialetto napoletano

Le varianti sono infinite e non elencabili. Fatta questa premessa, desidero precisare che tale introduzione non è da ritenere una mia specifica qualifica culturale, che per la verità è molto, ma molto vicina alla sufficienza dello studente di scuola media inferiore, categoria alla quale appartengo, ma tutto è da attribuire alla mia irrefrenabile voglia di descrivere alcune delle frasi più “colorite” ascoltate da personaggi, rimasti anonimi, per le strade di Napoli e dintorni.
Una frase che mi è rimasta scolpita nella mente è quella di un vecchietto, che educatamente si era intromesso in un discorso politico tra sostenitori di destra e di sinistra, che così aveva esordito e … concluso: -“chista ca ce guvernano m’anno sfravecata ‘a uallera“, ovvero: – “questi che ci stanno governando mi hanno frantumato l’ernia”.
Una volta stavo tentando di far capire ad un amico-compagno, che risolvere i problemi finanziari del popolo, martoriato da una profonda crisi economica, aumentando qua e la il costo della vita (poste/autostrada/gas/luce/acqua/iva/spazzatura etc.) era una cosa facile da fare, secondo un mio modesto parere, cosa così semplice che tutti avrebbero saputo attuare, senza scomodare (pagando profumatamente) i “grandi” cervelloni di Montecitorio; ma alla fine del mio discorso, l’amico-compagno mi rispondeva sempre: – vabbè, ma chille hanno studiato !!! Lo so, replicavo: – ma se tu mi dai 100 e mi tassi per 90, allora qualcosa stai risolvendo, perché alla fine posso disporre di 10; ma se da una mano mi dai 100 e dall’altra te ne prendi 110, io peggioro la mia situazione…quindi, come ti ho spiegato, tutta questa professionalità politica è inutile, in quanto non si risolvono in nessun modo i veri problemi del cittadino; e puntualmente mi rispondeva: – vabbè, ma chillo hanno studiato!!! Fortunatamente per me, arrivava il vecchietto saggio in aiuto, che notando la mia verde espressione da Hulk in fase di trasformazione, mi invitava a desistere dalle vane spiegazioni, pronunciando un filosofico detto napoletano: – NUN CUMPETERE CO GNURANTE, CA TE BATTE CU L’ESPERIENZA. Non competere con l’ignorante poichè ti batterà con l’esperienza.
Il più geniale che ho ascoltato è senza dubbio quello che una donna napoletana pronunciò al marito della vicina di casa mentre litigava, stanca di controbattere ai suoi numerosi epiteti verbali: – ‘O frà, tu ossaje che sì ? Tu si ‘nu turze ‘e mela fraceta, jettato ‘ncoppa ‘a ‘nu muntone ‘e munnezza, rusecato ra ‘nu verme ricchione!!! Sciù pa faccia toje.
Traduzione: Fratello, tu sai cosa sei? Tu sei un torsolo di mela fradicia, buttato su un cumulo di immondizia, rosicchiato da un verme gay !!! Alla faccia tua.
Questa la filosofica spiegazione dell’insulto: Sei un uomo che ha sposato una donna brutta (il torsolo della mela fradicia significava che qualcuno aveva mangiato quella mela andata a male, ovvero la moglie; buttato sull’immondizia, cioè come per dire “ti ha sposato perchè non ha trovato niente di meglio, quindi messo da parte”, ed il verme gay perché uscendo dal torsolo si dimena a destra e a manca con movimento sexy (caratteristico delle donne).
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