La cronaca in dischi.

All’inizio degli anni ’60, era di moda la narrazione di eventi di cronaca nera, sportiva, storica etc. incisa su dischi in vinile; già nel dopoguerra si incidevano i discorsi del Duce sui 78 giri; fenomeno questo che aveva preso spunto dalle dispense settimanali di alcuni editori della carta stampata, con le storie (infinite) dei Promessi Sposi e romanzi a puntate, inventati per l’occasione. Nel settore discografico questa moda esplose al punto tale che alla prima notizia di cronaca si mettevano in moto le varie: Phonotype Record di Napoli, la specializzata in folklore regionale calabrese SAID Records di Palmi (Reggio Calabria), la Fonola etc.
Ricordo che il disco che ebbe più incisioni e probabilmente vendette di più fu certamente “La storia del bandito Giuliano”, raccontata peraltro dal più noto cantastorie siciliano: Cicciu Busacca (etichetta “Dischi del sole”) dal titolo Turi Giuliano; il filone dei banditi proseguì con “lu Briganti Musolinu”; per la Fonola provvide Franco Trincale con “La storia di Turiddu Giuliano” e così via. Voglio ricordare le più interessanti, che oggi tra parentesi sono oggetto di collezionismo: “La decapitata di Castelgandolfo” del 1955; La storia del biondino della spider rossa ovvero l’omicidio di Milena Sutter; Il pescatore sfortunato; incisero persino i cantastorie tradizionali che giravano per i paesi, raccontando “La storia di Orlando e Rinaldo, Paladini di Francia”. Qui di seguito le testimonianze della tragica storia e dell’orrenda fine di Antonella, Virginia e Ninfa, barbaramente assassinate dal “Mostro di Marsala” nel 1971.
La Phonotype pubblicò questa storia (parte I e II), che si è protratta fino ai giorni nostri con assoluzioni e condanne definitive, l’11 novembre 1971; storia raccontata da Gino Maringola, noto attore della Compagnia di Eduardo De Filippo con accompagnamento musicale caratteristico, intitolata “La tragedia di Marsala” Il massacro delle tre bambine. Stessa cosa fece la Said Record, dividendo però “La tragedia di Marsala” in 2 dischi a 45 giri; nel primo, Turi e il suo complesso, raccontò “Il rapimento” e nel secondo” La confessione dell’assassino. Questo e non solo accadeva discograficamente parlando negli anni ’60, infatti sono ricercatissimi anche i dischi di propaganda elettorale, con varie “ballate”; ne fu inciso uno persino per la campagna del “divorzio”, incredibile ma vero.