MONETE VERE, NOTIZIE FALSE. Dove si acquistano, dove si vendono
Arriva l’estate, e qualcuno leggendo le mie recensioni gli torna in mente il possesso di monete che ora desidererebbe cedere in cambio di una vacanza al mare.
L’enigma che si pongono tutti: – quanto possono valere?.
Arrivano le domande di rito, dopo la solita premessa: “Ho un buon numero di monete antiche e le vorrei cedere, mi potete indirizzare dove e chi le acquista?”.
Attualmente sono pochissimi gli interessati all’acquisto di monete, anzi credo siano cento volte tanto quelli disposti a vendere, dato il periodo di crisi economica.
Una cosa, però, la posso fare, e cioè dare risposte alle domande che i lettori mi hanno gentilmente posto, in riferimento alla valutazione di monete in loro possesso.
Nei numeri precedenti avevo citato la 5 lire del 1956, come rara, e quindi di discreto valore se circolata, che può valere anche 100 €; mentre il valore è notevole se conservata perfettamente, fino a superare i 1.000 €.
Non per questo tutte le monete emesse in quell’anno sono rare, anzi, contrariamente a quanto si pensa il 1956 è l’anno meno importante, infatti la lira, cosiddetta “cornucopia”, la 2 lire “ulivo”, la 10 lire “aratro”, la 50 lire “Vulcano”, la 100 lire “ Minerva” variano di valore, da un minimo di € 1,00 fino ad un massimo di € 3,00 se nuovissime.
Desidero rispondere anche a quelli che si sono meravigliati di vedere sul mio blog l’esistenza di monete col valore facciale da lire 2.000/2.500/3.000 d’argento e la 5.000/10.000/15.000 lire d’oro, ebbene trattasi di monete, definite fiorini o buoni emessi in occasione di Fiere internazionali, valide all’interno della Fiera per la quale sono state emesse. Anche queste monete hanno un loro valore, più per la bellezza dell’incisione che per il metallo pregiato. Belle ma poco ricercate.
Il mio consiglio, per conoscere l’esatto valore di una moneta, è quello di chiedere il prezzo di acquisto di una moneta da un venditore ufficiale, fingendo di doverla regalare, e una volta in possesso del prezzo, dividete la somma richiesta per tre; quello è l’esatto valore della moneta in vostro possesso, a patto che sia molto simile come usura o conservazione.
Affidarsi ad un perito è sconsigliato, perché la perizia ha un costo, a volte più alto dell’eventuale ricavo della vendita futura.
La perizia dichiarata “gratuita” è da diffidare in ogni caso.
- Scrittore e Blogger
