Mostra del disco da collezione a Penta

L’avv. Pino Imparato (organizzatore) in collaborazione col Circolo Sociale “Maria Cristina Peluso Donadio” di Penta, L’Università degli Studi di Salerno e il patrocinio del Comune di Fisciano, ha confermato che a Penta, domenica 17 aprile, dalle ore 10,00 alle 20,00, si svolgerà una Mostra del disco da collezione, per ricordare un “grande” collezionista di musica: Antonio Bosco, mancato un anno fa. Hanno già aderito e quindi presenti come espositori: Ettore Geri di Roma, Franco Caravecchia di Portici, Gianluigi Valerio di Latina, Antonio Pedozzi di Napoli, Doodah, Peppe Gianfredi, Pio Benevenga, Disclan, Giuliano Manzo etc.

Mostra del disco da collezione, ricorda Antonio Bosco.
Mostra del disco da collezione, ricorda Antonio Bosco.
Questa manifestazione vuol essere un piccolo tributo e un doveroso omaggio a chi, incessantemente, ha dedicato un’intera vita al collezionismo della musica “classica” napoletana, sacrificando tante volte, a malincuore, gli affetti familiari, per questa meravigliosa, sana, “passione eterna”. Sento ancora viva la sua rabbia, nel descrivermi gli abusi comportamentali di alcuni espositori-venditori, passati come lui affermava, dalla bancarella del mercatino al “bilancino di precisione” degli orefici. Sprizzava di gioia e soddisfazione per aver acquistato, grazie al figlio Michele, su eBay un 45 giri seminuovo, con copertina nuovissima, che amava definire “splendida”, cioè senza difetti derivanti dall’usura del tempo. Amava collezionare vinili di tutti i “grandi” artisti, ma prediligeva materiale collezionistico di Totò, Giacomo Rondinella, Roberto Murolo, Nino Taranto, Sergio Bruni etc.. La sua casa “museo” ha ospitato, oltre a comuni appassionati di musica, anche un’infinità di illustri personaggi: Vincenzo Mollica, Pietro Gargano, Isa D’Esposito, Prof. Aldo De Gioia, Antonio Sciotti, Liliana De Curtis etc. Il materiale discografico raccolto da Antonio Bosco in quasi mezzo secolo è sicuramente degno di un’istituzione culturale (museo) a suo nome, sia per la quantità che per la rarità storica dei supporti musicali. Michele Bosco, degno erede, farà di tutto affinchè il papà “Tonino ‘o pustino”, possa sorridergli dal cielo, soddisfatto per aver reso la sua musica…immortale.