Museo della canzone napoletana.

Il Prof. Aldo De Gioia e Antonio Bosco alla 1^ Mostra del disco da collezione al Palazzo Vanvitelli
Dice un famoso proverbio napoletano ” doppo spusate escene ‘e ‘nnammurate “, questo è quello che è avvenuto al notissimo Prof. Aldo De Gioia, illustre scrittore e cultore della musica classica napoletana.
“Ho bussato a tante porte a Napoli e provincia, ma nessuno si è mai voluto interessare ai miei 200 reperti storici, comprendenti spartiti e libretti musicali originali d’epoca, persino un fortepiano (l’antenato del pianoforte) del 1840, eredità di famiglia, un vero e proprio cimelio d’antichità di grande valore storico”.
Il Prof. Aldo De Gioia col tenore napoletano Lino Cavallaro alla Piedigrotta del 2007
Ebbene tutto questo è stato accolto dal Comune di Calvello, 2000 anime, in Basilicata, che intelligentemente hanno saputo apprezzare questo dono del Prof. Aldo De Gioia ed oggi ne vanno fieri, a giusta ragione, vantandosi di detenere il più importante Museo della Canzone Classica Napoletana.
Quando ne parlo con amministratori di vari comuni, puntualmente si alza un accorato ” Poteva darlo a noi “.
Il Prof. Aldo De Gioia presto incontrerà il più importante e noto collezionista di musica classica napoletana: Antonio Bosco; il famoso “Postino di Penta” ha dedicato tutta la sua vita alla musica classica napoletana, si è privato, come lui stesso asserisce, di qualsiasi bene voluttuario pur di arricchire la sua importante collezione, miniera di rarità alla quale hanno attinto tanti editori, materiale unico e raro.
Questi 2 personaggi sono da ritenersi 2 pilastri per la conservazione e la diffusione della cultura storica della canzone partenopea.