MUSICA: chiusi per “feste”.
Tornano d’attualità i cartelli: chiusi per ferie, chiusi per rinnovo locali, chiusi per cambio gestione etc., che di solito venivano affissi alle serrande dei negozi commerciali; ora arriva il cartello “chiusi per feste”, che molti orchestrali cominciano ad applicare ai loro strumenti.
La domanda – come mai?. La risposta – la crisi!!!.
Secondo il mio modesto parere il tutto è dovuto alla mancanza di “qualità”; infatti noto, con nostalgico ricordo che “avuote ‘e gira ‘a pizza” per accaparrarsi serate festivaliere bisogna riproporre sempre e SOLO, i successi di una volta.
Oggi, tranne qualche rara eccezione, si arrangiano e si modellano con suoni elettronici i successi degli anni ’60/70…e basta. Quasi spariti del tutto dai repertori dei complessi la musica degli anni ’80; la cosiddetta musica dance o da discoteca. Pur vero che hanno segnato un periodo molto fiorente e commerciale, ma niente di più. Si ascoltano alcuni successi di quel periodo solo su alcuni stabilimenti balneari tradizionali, che ancora si ostinano a tirar fuori il leggendario Juke box AMI, contenente gli stessi dischi di quando fu installato.
Anche i negozi di dischi hanno subito, chi prima e chi dopo, la stessa fallimentare situazione; dovuta per il 50% alla possibilità di scaricare musica gratuitamente da you tube e l’altro 50% alla gestione sbagliata da parte delle case discografiche (prezzo alto iniziale per una produzione scadente e la mancata conoscenza dei prodotti validi per lo stampaggio e commercializzazione).
Oggi per acquistare un CD bisogna, forza maggiore, rivolgersi ai negozi virtuali di ebay .
I prezzi applicati, secondo un mio modesto parere, molto più alti del reale valore.
Qui di seguito alcuni esempi di CD che andrebbero messi in vendita ad un massimo di € 4,90, mentre il prezzo offerto va dai 10,00 euro, fino a 19,00 euro (perchè dichiarati impropriamente RARI).
- Scrittore e Blogger
