Pino Daniele & Ray Charles – Il blues dell’anima
La dipartita improvvisa di Pino Daniele ha destato in tutti noi, amanti della buona musica, un incolmabile vuoto e profonda commozione. Tutto è stato detto e scritto, pertanto, prendendo a prestito un famoso film di Troisi e Benigni, dovrei solo aggiungere “Non mi resta che piangere”.
Qualcosa di inedito desidero aggiungere a tutto quello che è stato detto e scritto nei giorni passati.
Pino Daniele giovanissimo fu contattato da uno dei titolari della Casa Discografica napoletana Phonotype record per collaborare come chitarrista ad un’incisione cover di Gianni Nazzaro, che nei primi anni ’60 incideva dischi con lo pseudonimo Buddy, imitando i grandi artisti del momento, sia per l’etichetta KappaO che Fans, entrambe distribuite dalla Phonotype record dei F.lli Esposito. Quel 45 giri ora passa nel settore “rarità”.
La seconda inedita curiosità discografica è questo disco, ricevuto in regalo da un collezionista.
Non ho trovato nella discografia di Pino Daniele questo cd e spero che qualche appassionato collezionista possa aiutarmi a capire di che si tratta .
Contiene i seguenti brani : 1) Yes i know my way , 2) Keep on movin’ , 3) ‘O scarrafone ( una differente esecuzione ) , 4) Ferry boat , 5) Gay cavalier , 6) Terre me siente , 7) Tiempo buono , 8 ) The infinite desire , 9) L’amore senza fine , 10) Un cielo senza nuvole. Incisioni diverse da quelle pubblicate dalla multinazionale EMI.
L’altro “grande” genio musicale è stato per me Ray Charles, mancato 10 anni prima, che mi ha sempre coinvolto emotivamente nell’ascoltare la sua voce, tanto singolare quanto inimitabile.
Nella vita sono stato sempre tormentato da una curiosità: esistono altre vite su altri pianeti? E se si, come spiegheremo agli extraterresti cos’è la musica? Ora, finalmente so come fare!!! Basta fargli ascoltare “Napule è” cantata da Pino Daniele e “Born to lose” cantata da Ray Charles, la spiegazione è bella e fatta … loro capiranno.
Il Ray Charles conosciuto dal grosso pubblico è certamente quello di Georgia on my mind, I can’t stop loving you, Hit the road Jack, Busted, What’d I say etc., ma pochi apprezzano il meglio di questo immenso artista.
Esiste un CD di Ray, pubblicato dalla CBS, nel quale è contenuto un brano intitolato “¾ time”, un country-blues, che nessun artista italiano ha avuto il coraggio di tradurre e pubblicare.
Il brano si presta per i soli Gino Santercole e Fausto Leali, da me tante volte contattati, per suggerire, presuntuosamente, l’incisione in italiano.
Accompagnano Ray Charles al piano, Oscar Pettiford al contrabbasso e Joe Harris alla batteria nei seguenti brani: Dawn Ray (Ray Charles); The man I love (George & Ira Gershwin); Music, music, music (Stephan Weiss & Bernie Baum) e Black coffee (Paul Francis Webster & Sonny Burke
Accompagnano Ray Charles (piano & celeste): David “Fathead” Newman (sax alto e sax tenore), Emmott Dennis (sax baritono), Joseph Bridgewatwer & John Hunt (tromba), Roosevelt Sheffield (basso) e William Peeples alla batteria nei seguenti brani: The Ray (Quincy Jones); Joy ride (Ray Charles); Doodlin’ (Horace Silver) e Melancholy baby (Ernie Burnett, George A. Norton & Maybelle E. Watson).
Roosvelt Sheffield (basso) & William Peeples eseguono sempre con Ray al piano, la bellissima Sweet sixteen bars dello stesso Ray.
L’album venne registrato tra il 30 aprile 1956 e il 20 novembre dello stesso anno negli Studi Atlantic e Capitol di New York.
L’ascolto di questo disco è “vietato” ai non appassionati di musica jazz di qualità, pertanto se ne sconsiglia l’acquisto.
Il long play fu stampato e pubblicato in Germania su supporto CD dalla Wea nel 1987.
Purtroppo entrambi ci hanno lasciati, ma la loro musica resterà all’infinito IMMORTALE.
- Scrittore e Blogger
