Torna a Surriento…e pecchè?
Per quale motivo bisognerebbe tornare a Sorrento? Quando nel settembre del 1902 Giambattista De Curtis, affreschista in un noto albergo sorrentino, decise di scrivere questa canzone di successo internazionale, non immaginava minimamente cosa sarebbe accaduto dopo più di un secolo in quel di Sorrento.
“Vide ‘o mare quant’è bello” ( Vedi il mare quanto è bello) e c’è bisogno di andare un momento fino a Sorrento per guardarlo, ma va ad Acciaroli, almeno lo puoi toccare; “Spira tantu sentimento” (Ispira molto sentimento), a me ha ispirato solo di buttarmi giù da quello strapiombo che si vede sulle cartoline; “Guarda guà chistu ciardino; siente siè sti ciure arance.
Nu prufumo accussì fino dint’o core se ne va” (Guarda, guarda questo giardino; senti senti questi fiori d’arancio. Un profumo così delicato, dentro al cuore se ne va…). Io ho visto solo degli aranci sui marciapiedi con delle arance appese che puzzavano di marcio ed un odore di olio bruciato provenire da una rosticceria. “E tu dice, i parto addio!
T’alluntane da stu core… Da la terra da l’ammore… Tiene ‘o core ‘e nun turnà” (Hai il coraggio di non tornare)…E certo! Non si trova un parcheggio (per vedere questo mare bello) neanche se giri per ore… e se riesci a trovarlo devi recarti a comprare i tagliandi a circa 700 metri da dove hai parcheggiato, rischiando di trovare una bella contravvenzione al ritorno perchè non sei riuscito a battere il record sulla distanza di 1 minuto e 26 secondi; dimenticavo, questo non lo si può spiegare agli ausiliari al traffico, i quali ti invitano a comprare prima i tagliandi e poi parcheggiare; ma per comprarli devo parcheggiare davanti alla rivendita… questa non l’ho capita. Ho l’impressione a questo punto di scartare un Boero “Ritenta e sarai più fortunato”. Torna a Surriento, famme campà…e no!!! Tu me vuò fa schiattà. Giambattista De Curtis oggi avrebbe musicato l’Odissea. Lo vuoi un consiglio: Nun ce turnà a Surriento.
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